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A flor de piel
Una donna ascolta il pianto del suo bambino. È un pianto che zittisce gli altri suoni del mondo, che diventa una canzone di sottofondo. Alla bambina compaiono delle chiazze e si gratta fino a farsi sanguinare. Non servono le creme, i medicinali, né legarle le mani. La madre è giovane e, tuttavia, nelle notti che passa seduta sotto la luce bianca della cucina cercando di far quadrare i conti, la sua età adulta ha un peso insopportabile. Un peso che riesce ad alleviare solo bevendo. La bambina cresce e con lei le sue chiazze e i suoi segreti. Ma «il segreto sempre emerge, insanguinato».
A flor de piel, il vertiginoso primo romanzo della messicana Nora Muñiz, affronta il legame madre-figlia con uno sguardo selvaggio e ci conduce in un territorio soffocante e oscuro per parlare delle violenze esercitate nell’educazione. Muñiz firma un debutto feroce e terrificante che ci fa riflettere sulle cure e sulle possibilità dell’amore, perché, in che misura una madre, per quanto leonessa, può risparmiare dolore a sua figlia? In che misura il legame con una madre può essere del tutto sano?
«Nora Muñiz ha scritto un romanzo coraggioso e commovente che ci immerge nel dubbio di quanto di noi stesse si nasconda sotto la pelle e di come tutto suppuri contro la nostra volontà. A volte, per ritrovarci, è necessario romperci un po’ e lasciare che la parola condivida le ferite». ―Brenda Navarro«A flor de piel colpisce profondamente. Nora Muñiz non ha pietà, incendia la pelle di tutte e ci lascia con l’anima appesa a un filo». ―Sylvia Aguilar Zéleny