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La novia gitana (Inspectora Elena Blanco 1) (Best Seller)
EXTREMA
PIÙ DI UN MILIONE DI LETTORI E L’UNANIME LODE DELLA CRITICA
«Un romanzo che mi è piaciuto molto quando l’ho letto, poliziesco e oscuro, con una storia molto potente che ha coinvolto migliaia di lettori - e spero ora anche migliaia di spettatori. [...] Elena Blanco è uno dei migliori personaggi femminili protagonisti che abbia visto da molto tempo e la Madrid che viene mostrata, di strada e violenta, dà molta forza.»
Paco Cabezas, regista della serie La novia gitana, prossima pubblicazione di A3MediaPlayer
«A Madrid si uccide poco», diceva al giovane sovrintendente Ángel Zárate il suo mentore nella polizia; «ma quando si uccide, non ha nulla da invidiare a nessuna città del mondo», potrebbe aggiungere l’ispettore Elena Blanco, capo della Brigata di Analisi dei Casi, un dipartimento creato per risolvere i crimini più complicati e abietti.
Susana Macaya, di padre gitano ma cresciuta come paya, scompare dopo la sua festa di addio al nubilato. Il cadavere viene trovato due giorni dopo nella Quinta de Vista Alegre nel quartiere madrileno di Carabanchel. Potrebbe trattarsi di un altro omicidio, se non fosse per il fatto che la vittima è stata torturata seguendo un rituale insolito e atroce, e che sua sorella Lara ha subito la stessa sorte sette anni prima, anche lei alla vigilia del suo matrimonio. L’assassino di Lara è in carcere da allora, quindi ci sono solo due possibilità: o qualcuno ha imitato i suoi metodi per uccidere la sorella minore, o c’è un innocente in prigione.
Per questo il commissario Rentero ha deciso di allontanare Zárate dal caso e affidarlo alla veterana Blanco, una donna particolare e solitaria, amante della grappa, del karaoke, delle auto da collezione e delle relazioni sessuali nei fuoristrada. Una poliziotta vulnerabile, che resta nel corpo per non dimenticare che nella sua vita c’è un caso irrisolto, che non è riuscita a chiudere.
Indagare su una persona significa conoscerla, scoprire i suoi segreti e contraddizioni, la sua storia. Nel caso di Lara e Susana, Elena Blanco deve affacciarsi alla vita di alcuni gitani che hanno rinunciato alle loro usanze per integrarsi nella società e a quella di altri che non lo perdonano, e sollevare ogni velo per scoprire chi ha potuto vendicarsi con tanta ferocia di entrambe le spose gitane.
Recensioni:
«Lo pseudonimo è una maschera come un’altra e chi si nasconde dietro ha i suoi motivi. [...] Uomo o donna, non importa. La qualità dei suoi romanzi è comprovata. E l’impatto di non avere un volto, anche.»
Antonio Lucas, El Mundo
«Il noir o tace o si isola. Carmen Mola, la scrittrice mutante. La cosa peggiore di lei è che non puoi invitarla a un Festival.»
Carlos Zanón
«Chi è Carmen Mola? Importa davvero? I suoi romanzi catturano con un’originalità che ci sottomette e ci fa desiderare di più, molto di più, quando, orripilati, ci rendiamo conto di essere già all’ultima pagina.»
Jordi Llobregat, Direttore di Valencia Negra
«Dalla prima pagina, Carmen Mola, chiunque sia, dimostra di avere una voce propria, e questo, nel genere noir e fuori da esso, è già molto, forse metà di tutto. O più.»
Lorenzo Silva
«La Elena Ferrante spagnola? [...]. Una struttura solida e una trama condotta come un classico poliziesco ma che allo stesso tempo rompe diversi convenzionalismi.»
Juan Carlos Galindo, El País